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un blog di Alessandro Nasini

Facebook, ma solo per cazzeggio...

Nelle ultime settimane mi è capitato due o tre volte di ricevere email da persone che reputavo "del ramo", se non proprio dei guru (ognuno di noi è intimamente convinto di essere più guru degli altri) almeno degli "introdotti".

In queste email, il tono era fondamentalmente lo stesso: poi ti scrivo meglio su Linkedin... tengo Facebook solo per il cazzeggio e basta. Boh.

Le cose sono due: o non capisco più nulla io - e dopo tutti questi anni immerso in queste cose sarebbe un bel guaio - oppure altri stanno prendendo un abbaglio. Non mi riferisco a sprovveduti a digiuno di web e dintorni, parlo di consulenti piuttosto quotati di aziende serie. Personalmente, posso dire con certezza che negli ultimi due mesi da Linkedin non è uscito un solo contatto interessante (di lavoro, di discussione, di scambio, di  non so che...) mentre su Facebook le cose vanno decisamente molto meglio. Alcuni progetti, almeno una decina di contatti "caldi", sei-sette incontri de visu per discutere di aspetti operativi.

A questo punto sono piuttosto indeciso, anche perchè con alcuni dei "civediamosulinkedin" si stavano facendo ragionamenti seri e c'erano in ballo questioni di lavoro; mi hanno gelato.

Ho deciso di approfondire, trovando purtroppo in più d'uno dei loro profili su Facebook foto, link, gruppi, video e frasi veramente imbecilli. Intendiamoci, nulla di così tremendo ma comunque cose che francamente sarebbero più adatte ad un goliarda liceale che a un professionista quarantenne o più. Se vogliono fare i simpatici, sono poco divertenti ed un po' passati. Se sono veramente come appaiono, forse varrebbe la pena di far raffreddare i rapporti sino a dimenticarsene.

Per ora rimango sul vago, poi vedrò che fare.

Presbiopia, ovvero perché devo cecarmi per leggere il mio palmare?

Ho quarantasei anni e da meno di uno ho scoperto cosa è la presbiopia. Nulla di tremendo, bastano degli occhiali da +1, però fastidioso abbastanza da far fatica a leggere a colpo d'occhio il mio iPAQ 914c.

Sono certo in buona compagnia di moltissimi coetanei, ma non per questo la cosa mi fa piacere. Proprio per nulla.

Non volendomi arrendere alle lenti bifocali, che fanno tanto mastro geppetto, mi sono messo ala ricerca di un palmare che avesse lo schermo grande abbastanza da permettermi di ignorare ancora per un po' il problema degli occhiali da lettura. Ero persino quasi disposto ad abbandonare gli iPAQ (almeno temporaneamente), scelta di campo fatta ormai parecchi anni or sono.

Delle dimensioni dell'oggetto mi importa poco, se anzi potesse avere misure generose preferirei, della marca (posto che non può essere HP, sigh...) posso curarmi meno.

Ho passato in rassegna praticamente tutti i modelli in commercio e quelli annunciati, ma la risposta è no, non esiste un palmare che sia anche telefono con un display da presbiti. Ho detto leggermente presbiti, non talpe senza speranza: nulla. Se anche crescono le dimensioni dello schermo (come il caso dell'ultimissimo HTC Touch HD che per un momento mi ha fatto sperare) aumenta anche la risoluzione, con il risultato che i caratteri sono talmente piccoli da essere quasi illeggibili.

In realtà, nella mia attuale collezione di iPAQ lo schermo adatto ci sarebbe: l'iPAQ 214 ha un magnifico schermo 640x480 da ben 4", luminosissimo. Un vero spettacolo di potenza e leggibilità, peccato però che non sia anche telefono.

Perciò il primo geek che mi trova l'oggetto che cerco, sappia che avrà la cena pagata. Scelga lui dove. 

Si parte...

Prendo il largo, ancora non con le idee troppo chiare su dove andare.
Pessimo modo di andar per mare, direbbe un marinaio esperto.
Sono tanti anni che navigo, molte volte con una meta decisa prima,
altre volte solo per fare un giro.
Quasi sempre sono arrivato più in la di quanto potessi immaginare.
Non so questa volta come andrà, ma comunque vada, sarà un'esperienza.