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un blog di Alessandro Nasini

No, non più, il nostro sito web non è aggiornato

Provate a scoprite che per entrare nel locale dove state per andare a bere qualcosa ed ascoltare musica dovrete fare una tessera club mensile da 10 Euro. Provate ora a leggere nella pagina "Convenzioni" deL sito web del locale dove state per andare, che se avete la tessera di una nota catena di librerie o di un'altra dozzina di associazioni assortite avrete lo sconto del 30% sulla tessera da 10 Euro e ne pagherete quindi solo 7. Provate a leggere, nella stessa pagina, che se siete titolare della card di un'altro network convenzionato l'ingresso sarà gratuito e non dovrete pagare alcuna tessera mensile. Molto bene.

Ora presentatevi al locale, esibite la vostra card certi che  - come detto chiaramente sul loro sito web - vi faranno entrare senza pagare i 10 o 7 euro e invece sentirvi dire "il sito non è aggiornato, al massimo posso farvi lo sconto del 15% sulla tessera mensile". Ci rimarreste male.

Ci rimarreste male esattamente come quando vedete un prezzo esposto nella vetrina di un negozio ed al momento di pagare vi viene chiesto un prezzo più alto. In quel caso potreste far notare che esiste una precisa normativa che obbliga i commercianti a praticare il prezzo esposto in vetrina, anche in caso di errore. In caso di diniego avreste tutto il diritto di chiamare i Vigili, se non addirittura la Finanza.

Ieri sera mi è capitato proprio di presentarmi all'Alexanderplatz con la Priority Club Rewards di cui sono titolare e che avrebbe dovuto consentirmi l'ingresso gratuito e sentirmi rispondere "il sito non è aggiornato, al massimo posso farvi lo sconto del 15% sulla tessera mensile". Ero in compagnia di amici, non volevo rovinare la serata a nessuno: ho fatto presente alla cassa che il programma dei concerti era invece aggiornato, che la cosa non faceva per nulla onore al locale, ma ho pagato i miei 8,50 Euro (10 Euro sconto 15%) e non ho chiamato nessun Vigile. Però ci sono rimasto male. Con un certo senso di fastidio, come quando alla cassa di un negozio battono uno scontrino diverso dal prezzo esposto in vetrina. 

Evoluzione: Darwin aveva ragione.

La teoria dell'evoluzione come ce l'hanno raccontata a scuola è una stupidaggine. Ora vi racconto Darwin in poche parole, diverse da quelle ascoltate a scuola.

Alle giraffe non si è allungato il collo per arrivare ai germogli più verdi a furia di sforzarsi. Le giraffe avevano quasi tutte il collo di lunghezza normale, più o meno come quello dei cavalli. Più o meno. Qualche giraffa, casualmente, ha cominciato a nascere con il collo lungo per una mutazione genetica. Quando i germogli hanno cominciato a scarseggiare, le poche giraffe con il collo lungo sono riuscire a sopravviere mangiando le foglie più alte ed a riprodursi, quelle normocollute no. Fine delle giraffe con il collo normale.

Ieri, nel traffico romano delle cinque del pomeriggio, sono rimasto colpito da un negozio di barbiere che non ricordavo di aver visto prima. Vi dico nell'ordine cosa mi ha colpito: grosso cartello con scritta nera su fondo giallo appesa in vetrina "taglio capelli 8 euro", maxi-schermo da 46 pollici sulla parete opposta alla vetrina, doppio divanetto Ikea con sedute 6 persone in attesa che guardavano la tv, pareti riverniciate di fresco di un bel giallo caldo.

Dal barbiere dal quale vado da vent'anni, il taglio di capelli costa 12 euro. Non ha il maxi-schermo. Non ha quasi mai gente in fila. Non ha le pareti riverniciate di fresco.

Non ha nemmeno il collo molto lungo.


Più furbi "noi", più verdi "loro".

da www.GREENTERNET.info

Ci stiamo facendo furbi, ed era ora. L'etichetta è bella verde, di un bel verde prato, e lo sfondo è verde scuro, verde bosco. Un anno fa avremmo messo la confezione nel carrello, soddisfatti ed appagati. Ora però stiamo diventando più esigenti, leggiamo anche le cose in piccolo, piccolissimo, vincendo la pigrizia o la stanchezza della spesa fatta alle sette di sera.

Non ci basta più sapere che quell'energia elettrica è verde perché prodotta compensando con un po' di alberi piantati da qualche parte: quanti alberi? Di quale essenza? Dove esattamente? In Liguria o Costarica? Ma dopo averli piantati vengono annaffiati e accuditi o dopo due anni diventano compensato per mobili? Non ci fregate più, siete avvertiti.

Non sappiamo se sia frutto della natura scanzonata e scettica degli italiani, ma le fregature diventa sempre più difficile darcele senza pagarne le conseguenze, al supermercato come al contatore. E non vale solo per l'Italia, la tendenza è diffusa.

Molte aziende se ne fanno una ragione ed accettano la sfida con questa nuova specie di consumatori attenti ed informati, talvolta addirittura coinvolgendoli nelle specifiche del prodotto e nel controllo della qualità. Il nuovo paradigma è vantaggioso per tutti: il consumatore acquista con maggiore fiducia ed anche in tempi di congiuntura non positiva è disposto a spendere qualcosa in più, così il margine può salire leggermente e ripagare l'impegno.

Per ora solo segnali, intendiamoci, non comportamenti di massa. I consumatori disattenti sono ancora moltissimi, così come molte sono le aziende convinte che tenendo costante la qualità ed abbassando i costi ce la potranno fare. Forse a sopravvivere ancora per un po', non certo a crescere.  I fatti stanno dicendoci che quelli che perdono terreno sono i prodotti mediocri (non solo quelli cinesi) ed i servizi così così. Tengono e crescono servizi e prodotti che possono farsi conoscere per un passa-parola positivo, quelli confrontabili con chiarezza, quelli con la garanzia lunga ed il servizio post-vendita efficiente.

Proprio in questi giorni, nel settore automotive come nell'abbigliamento o nell'alimentare, leggiamo di "errori" fatti nella progettazione, nell'approvvigionamento, nella produzione di beni di largo consumo. Vediamo anche aziende che ammettono le proprie colpe pubblicamente anche prima di "essere scoperte" e cercano di porvi rimedio senza tentennamenti limitando il più possibile i danni per il consumatore. Qualche anno fa avrebbero avuto comportamenti così corretti? Difficile fare paragoni, ma quanti di noi si sono tenuti il sedile dell'auto che cigolava da nuovo, i freni gommosi o la maglietta che - di puro cotone - irritava lo stesso la pelle? Forse, non volgiamo essere troppo ottimisti, il tempo dei cigolii e delle irritazione è finito.

iPad o Slate, questo è il dilemma...

Hp ha fatto per prima l'annuncio del suo Slate, Apple ha dato per prima una data di rilascio per iPad.

Dei due tablet so ancora troppo poco per farmi un'idea di quale sarà il migliore. Sempre che siano dispositivi realmente confrontabili, cosa tutta da vedere.

Certo l'impazienza c'è, finalmente.  Non mi capitava da un bel po', positivo e negativo del fatto di lavorare da tanti anni nell'IT.