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un blog di Alessandro Nasini

Odio il treno, Trenitalia lo sa

Odio il treno, l'ho già raccontato, ma su alcune tratte persino io devo arrendermi al'evidenza: fare Roma Firenze in un'ora e mezza è impresa da compiere sule rotaie e non su gomma.

Proprio perché ogni volta che prendo un treno la cosa mi pesa, cerco di ridurre al minimo il pensiero pregando a studio che mi facciano il biglietto. Questa volta no, ho fatto tutto da solo ed ho sbagliato il primo acquisto online della mia vita, e vi assicuro che sono campione mondiale di acquisti online con carta di credito.

Me ne sono accorto in treno, andando a Firenze per Working Capital, quando il controllore (gentilissimo) mi ha fato notare che il mio biglietto era valido per la corsa del giorno prima, non quella che correva. Stessa ora, stessa tratta, stesso treno, data sbagliata. Tonto io.

Il controllore, dispiaciutissimo, mi fa presente che dovrò ripagare il biglietto: ok, gli errori si pagano. Il controllore mi fa presente che dovrò pagare la penale: ok, gli errori si pagano. Il controllore mi comunica che la penale è di 50 euro. Cinquantaeuro? Come penale su una tratta da 39,90? E' uno scherzo vero? No, non è uno scherzo.

Non posso ovviamente prendermela con il dispiaciutissimo controllore, ma la cosa mi rode, mi rode parecchio. Pago, non posso fare altrimenti, ed il controllore mi suggerisce comunque di tentare un reclamo. Per sbolire faccio due passi sino ala carrozza ristorante, dove mi concedo un cappuccino ed un trancio di crostata di albicocche. Cappuccino con latte a lunga conservazione scaldato a microonde (orribile) e trancio di torta confezionato sotto vuoto (non così orribile). Cosa devo? Cinque euro e settanta, risponde il gentilissimo barman. Però, cinqueeuroesettanta, prezzi popolari!

Odio il treno, e Trenitalia lo sa. 

Palline battono Nintendo DS Lite tre a zero



Sabato di fine estate, scampoli di sole tra nuvoloni che non preannunciano nulla di buono ed un autunno che si avvicina. Ancora tanta voglia d'estate, di mare, di sole, di abbronzatura che sa di salute. Brutto tempo a Roma, in città, ma  - perché no, proviamoci lo stesso - fuga verso Fregene.

Bimbi, Nintendo DS Lite nello zainetto, ancora di salvataggio contro il "mamma, papà, io in spiaggia mi annoio". Sosta dal giornalaio, alle brutte se non c'è sole mi leggo una rivista sotto il tendone del bar, mia moglie scopre che le palline da spiaggia esistono ancora. Certo, niente più ciclisti (son passati quarant'anni) ma campioni di Moto GP. Addio al made in Italy, solo palline cinesi da un dollaro al quintale. Vendute a due euro ogni dieci.

Sguardi dubbiosi e poco interessati di fronte al mio "vedrete bimbi che ci divertiamo, quando ero piccolo io ci passavamo le giornate".

Spiaggia, pista tracciata utilizzando a traino il fondoschiena del figlio più piccolo (piuttosto riluttante a prestarsi, a dirla tutta) e un bel "otto" è pronto. Schicchera dopo schicchera, prima più freddi poi più divertiti, ci prendono gusto, iniziano a litigare, barano sul punteggio, rubano sulla posizione della pallina da cui ripartire dopo un fuoripista. Molto bene, gongolo.

Resisto alla tentazione per qualche giro, poi cedo e scendo in gara con la pallina rossa che avevo sottratto in anticipo al sacchetto.

Si aggiungono altri bimbi, qualche genitore quasi quasi vorrebbe anche lui ma lo coglie la stessa timidezza di quaran'anni prima, per tre ore vanno avanti tiro dopo tiro. Il Nintendo per una volta rimane nello zainetto, quasi dimenticato.

Evviva.

 

Da Quarant'Anni Sulla Luna

Me la ricordo quella sera, me la ricordo come fosse adesso. Me lo ricordo quel primo passo e la voce di Tito Stagno, come la ascoltassi in questo istante.

Oggi, quarant'anni dopo, auguro ai miei bimbi, più o meno dell'età che avevo io quel giorno, di poter provare una emozione forte come quella. Una emozione che disse a me che tutto è possibile e che bisogna credere sempre nel futuro.