Lettura Abusiva Lire 10

un blog di Alessandro Nasini

A Napoli c'è molto da fare, a cominciare dal casco in moto.

Mancavo da Napoli da un anno esatto, ci sono tornato per una toccata e fuga. Sono arrivato in treno, come la volta pecedente, trovando finalmente la Stazione Centrale con i lavori quasi finiti.

Ho preso un taxi anziché arrivare a piedi a Largo San Marcellino come avrei voluto, ma diluviava.

Per arrivare a destinazione, il tassinaro ha fatto un giro che nemmeno fossi stato giapponese avrei meritato. Però nel frattempo parlava e si lamentava e volevo sentire e vedere: il tratto da 5 euro è diventato di 10, ma va bene lo stesso.

Napoli è sempre bellissima ed il passaggio in taxi per i vicoli me lo ha confermato - se mai ce ne fosse stato bisogno - ancora una volta. Nonostante la pioggia battente, ho visto molti turisti in giro e la cosa mi fa molto piacere. Bene per Napoli che ne arrivino ancora, che ne arrivino di più.

Quello che non va bene per niente, che non è cambiato per niente, è la sensazione di fastidio che ho provato un anno fa ed ho riprovato ieri nel vedere più della metà di moto e scooter guidati da conducenti senza casco. E' una sorta di sfregio alle regole ed alla legalità che trovo francamente insopportabile, quasi un insulto. Non ci sono scuse per chi non idossa il casco, non ci sono scuse per chi non fa rispettare la legge.

Ora Napoli ha un nuovo sindaco, un (ex) magistrato, un uomo di legge. Voglio proprio vedere se e come riuscirà a far mettere e tenere il casco ai napoletani che vanno in moto. Se non lo farà, se non ci proverà in ogni modo, se non ci riuscirà, il resto saranno chiacchiere.

Quarantanove

Oggi alle 06:45 ho compiuto quarantanove anni, già... -1 ai cinquanta.

Come tradizione da molti anni, festeggerò il mio compleanno con una giornata di lavoro euforico e forsennato (a me prende così...) e poi me ne andrò a cena ad un buon giapponese con moglie e figli.

I festeggiamenti con gli amici, e relative candeline, li farò in giardino con una mega-festa appena il tempo si sarà stabilizzato. Siete tutti invitati sin da ora,

Maledette cornacchie

Già non le amavo, le cornacchie, uno degli uccelli più brutti che conosco. Da tre-quattro giorni ho cominciato ad odiarle, da quando - alle prime luci del'alba - hanno cominciato a svolazzare tra il tetto di casa e gli alberi del giardino.

Un gracchiare intenso, ripetuto (non si capisce se amoreggiano o battibeccano) ben più intenso e sgradevole di qualsiasi sveglia.

Report del 10 aprile 2011

La puntata di Report di ieri sera non mi è piaciuta. Il tema era "Il prodotto sei tu" e riguardava web e social network.

La puntata di Report non mi è piaciuta, ma è da tempo che Report non mi piace più. Il meccanismo è ormai sempre lo stesso: partire da una tesi (se ne scelga una a piacere) e costruire servizi, interviste e documenti a dimostrazione della tesi stessa. Non mi interessa se la tesi è vicina o meno alle mie opinioni, è il metodo che contesto.

E' un tipo di giornalismo che non mi piace ed il fatto che l'argomento della puntata di ieri fosse una materia che un po' conosco non ha fatto altro che darmi delle conferme che di "questo giornalismo" non c'è da fidarsi. Non è una bella cosa, la sensazione è molto sgradevole.

Toast al MAXXI, maxi scontrino.

Adoro il MAXXI, il museo delle arti del ventunesimo secolo, e mi piace andarci anche con i bimbi. Ora hanno aperto anche la mediateca e la caffetteria esterna, quella grande, piena di luce.

Il 17 marzo, giorno di festa, ci siamo andati nel pomeriggio, per vedere la mostra su Pistoletto. Interessante quello che abbiamo visto, meno piacevole quelo che abbiamo pagato alla nuova caffetteria per un toast.

Il toast è quello che vedete, un normale toast con prosciutto cotto e formaggio, lo scontrino - anche quello - lo vedete nella scansione. Ecco, la cosa che non torna, che è proprio fuori di ogni ragionevolezza per un comune toast al banco, anche un pochino bruciato a dirla tutta, è il costo di 5,00 Euro.

Ragionevole il cappuccino decaffeinato (quasi economico per essere a Roma), ragionevole il succo di frutta, irragionevole il toast.

Dottò, là ce stanno le sabbie mobbili.

Ieri avevo una riunione in Regione Lazio. Sono arrivato quaranta minuti prima e cinque minuti dopo l'orario previsto per l'inizio stavo ancora girando per trovare un parcheggio. Dopo altri dieci minuti trovavo finalmente un posto libero (credo l'ultimo) in mezzo alla Garbatella, quartiere che adoro ma che certo non è stato pensato immaginando l'esplosione dei "consumi" automobilistici dei nostri giorni.

Vicino alla Regione c'è un campo inutilizzato, grande quanto un campo di calcio o forse di più. Il parcheggiatore abusivo (con l'immancabile berretto da Capitano di Corvetta che lo legittima nella sua attività abusiva) mi ha detto testuale: "Dottò là nun se po' che ce stanno le sabbie mobbili". No credo mi prendesse per i fondelli e in effetti qalcosa del genere ricordo di averlo sentito anni fa.

Le sabbie mobili - ho pensato - a Roma non ci facciamo mancare proprio nulla.

Roma 2020

Ho mancato le Olimpiadi di Roma del 1960 per un pelo, mi emoziona l'idea di vedere quelle del 2020.

Mi piacerebbe vedere e sentire Roma muoversi per realizzare un obbiettivo così bello. Ho letto dei progetti, nulla di faraonico, nulla di troppo "politico", molto di sostanza con un focus interessante sul recupero e la valorizzazione di quello che c'è prima che sulla costruzione di cose in più.

Per ora è solo un sogno. In cui però credere.

Sto tornando...

Conoscete la storia del calzolaio, quello con le suole delle scarpe bucate? Ecco, appunto.

Era troppo tempo che rimandavo di mettere un po' d'ordine in questo blog, tra aggiornamenti del motore rimandati ed altre cosette. E come spesso accade quando si trascurano le cose, questo blog iniziava a darmi qualche problema, soprattutto di spam.

Sono certo che resisterete senza leggermi per qualche giorno, intanto che finisco di fare le cose per bene e ricaricare un po' di post che davano problemi.

 

Mitico Barone

In cerca della visiera di ricambio pel il mio casco Nolan ho girato per due settimane buona parte dei negozzi fighetti di accessori e abbigliamento moto di Roma. Sono entrato ed ho ricevuto risposte del genere "al massimo te la posso ordinare e ci vorrà un mese" da più della metà dei negozi, non sempre con tono cortese.

Poi oggi, trovandomi vicino a Porta Portese, sono passato da Barone - uno dei banchi più vecchi - ed ho chiesto anche li. Il mitico ha preso il telefonino, si è consultato con non so chi, e mi ha detto "quella chiara ce l'ho, costa 32 euro ma te la metto a 25". Ok, affare fatto, io la cercavo proprio chiara. Barone ha preso la sua bici (elettrica) è scomparso con un "torno tra un minuto e mezzo" e dopo un minuto e mezzo era di ritorno con la mia visiera nuova.

Cari negozi fighetti, Barone vi ha battuti tutti, 25 a zero.

Papà, Troia è vicino Bari?

Mio figlio, in quinta elementare, deve fare nel weekend un compito sull'Iliade. Per esser precisi deve farne un riassunto e scrivere "qualcosa" dei personaggi principali. Ovviamente senza averne mai letta nemmeno un verso: miracoli della Pubblica Istruzione.

Mio figlio mi ha chiesto se Troia è vicino Bari, è abbastanza certo del fatto che Parigi sia in Lombardia e dopo quasi sette anni di inglese (contando anche l'asilo) ha un vocabolario di (forse) quaranta parole.

Lunedì però porterà a scuola un riassunto dell'Iliade ed un elaborato sui personaggi principali. Quando tra qualche anno lavorerà come manovale in India, la sua conoscenza dell'Iliade gli sarà sicuramente utile per ambire ad un posto di capomastro.