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un blog di Alessandro Nasini

Altra multa da 38 euro con lo scooter

Dopo un'ora nel traffico di Roma con lo scooter, dopo un altro quarto d'ora che giravo senza successo intorno alla Galleria Alberto Sordi in cerca di un parcheggio, ho ceduto alla disperazione (ed alla temperatura interna del casco) ed ho parcheggiato occupando (anche) un pezzettino di una zona di carico e scarico. Tornato mezz'ora dopo ho trovato una multa di 38 euro. Il vigile stava continuando a multare motorini pochi metri più lontano: aveva già fatto almeno una trentina di multe e non sembrava intenzionato a smettere.

Ho preso la mia multa, sono andato dal vigile e con tutta la calma (residua) della quale sono stato capace gli ho fatto le mie rimostranze per una sanzione che, se anche formalmente giusta, era sproporzionata rispetto al crimine commesso. Gli ho anche fatto presente che ben tre micromacchine erano parcheggiate "al posto dei motorini", facendo fuori di fatto una decina di posti riservati alle due ruote.

Il vigile sembrava non aspettasse altro da mesi. Con una gentilezza ed un garbo inaspettati (dico sul serio) mi ha spiegato che le micromacchine sono ad oggi (ed a tutti gli effetti) dei ciclomotori e pertanto hanno tutto il diritto di parcheggiare negli spazi per le due ruote. Ha continuato spiegandomi che la inusuale "retata" era la conseguenza dell'esposto fatto da un commerciante della Galleria Alberto Sordi che aveva (alle 11 di mattina) trovato (povero amore...) difficoltà nel parcheggiare nell'area di carico-scarico. Detto questo il gentile vigile ha proseguito per una decina di minuti sfogandosi delle difficoltà del suo incarico, del fatto che per arrivare al lavoro deve prendere due rami di metro e due autobus, che Roma era fatta per (poche) carrozzelle, che mi capiva perfettamente ma non aveva potuto fare altro che multarmi (visto l'esposto presentato dal commerciante), che Roma era un inferno.

Se i collega del vigile con cui stavo parlando non lo avesse quasi trascinato via saremmo finiti a prendere l'aperitivo insieme, forse saremmo diventati amici: la sensazione di essere entrambi (da posizioni diverse) tragicametne nella stessa barca è stata forte. Un barca alla deriva probabilmente, e certamente destinata a frantumarsi sugli scogli se qualcuno non ne prenderà il comando essendone capace.

C'è nessun amministratore pubblico in ascolto che se ne intende di remi e timoni?

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