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un blog di Alessandro Nasini

Presbiopia, ovvero perché devo cecarmi per leggere il mio palmare?

Ho quarantasei anni e da meno di uno ho scoperto cosa è la presbiopia. Nulla di tremendo, bastano degli occhiali da +1, però fastidioso abbastanza da far fatica a leggere a colpo d'occhio il mio iPAQ 914c.

Sono certo in buona compagnia di moltissimi coetanei, ma non per questo la cosa mi fa piacere. Proprio per nulla.

Non volendomi arrendere alle lenti bifocali, che fanno tanto mastro geppetto, mi sono messo ala ricerca di un palmare che avesse lo schermo grande abbastanza da permettermi di ignorare ancora per un po' il problema degli occhiali da lettura. Ero persino quasi disposto ad abbandonare gli iPAQ (almeno temporaneamente), scelta di campo fatta ormai parecchi anni or sono.

Delle dimensioni dell'oggetto mi importa poco, se anzi potesse avere misure generose preferirei, della marca (posto che non può essere HP, sigh...) posso curarmi meno.

Ho passato in rassegna praticamente tutti i modelli in commercio e quelli annunciati, ma la risposta è no, non esiste un palmare che sia anche telefono con un display da presbiti. Ho detto leggermente presbiti, non talpe senza speranza: nulla. Se anche crescono le dimensioni dello schermo (come il caso dell'ultimissimo HTC Touch HD che per un momento mi ha fatto sperare) aumenta anche la risoluzione, con il risultato che i caratteri sono talmente piccoli da essere quasi illeggibili.

In realtà, nella mia attuale collezione di iPAQ lo schermo adatto ci sarebbe: l'iPAQ 214 ha un magnifico schermo 640x480 da ben 4", luminosissimo. Un vero spettacolo di potenza e leggibilità, peccato però che non sia anche telefono.

Perciò il primo geek che mi trova l'oggetto che cerco, sappia che avrà la cena pagata. Scelga lui dove. 

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