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un blog di Alessandro Nasini

Più furbi "noi", più verdi "loro".

da www.GREENTERNET.info

Ci stiamo facendo furbi, ed era ora. L'etichetta è bella verde, di un bel verde prato, e lo sfondo è verde scuro, verde bosco. Un anno fa avremmo messo la confezione nel carrello, soddisfatti ed appagati. Ora però stiamo diventando più esigenti, leggiamo anche le cose in piccolo, piccolissimo, vincendo la pigrizia o la stanchezza della spesa fatta alle sette di sera.

Non ci basta più sapere che quell'energia elettrica è verde perché prodotta compensando con un po' di alberi piantati da qualche parte: quanti alberi? Di quale essenza? Dove esattamente? In Liguria o Costarica? Ma dopo averli piantati vengono annaffiati e accuditi o dopo due anni diventano compensato per mobili? Non ci fregate più, siete avvertiti.

Non sappiamo se sia frutto della natura scanzonata e scettica degli italiani, ma le fregature diventa sempre più difficile darcele senza pagarne le conseguenze, al supermercato come al contatore. E non vale solo per l'Italia, la tendenza è diffusa.

Molte aziende se ne fanno una ragione ed accettano la sfida con questa nuova specie di consumatori attenti ed informati, talvolta addirittura coinvolgendoli nelle specifiche del prodotto e nel controllo della qualità. Il nuovo paradigma è vantaggioso per tutti: il consumatore acquista con maggiore fiducia ed anche in tempi di congiuntura non positiva è disposto a spendere qualcosa in più, così il margine può salire leggermente e ripagare l'impegno.

Per ora solo segnali, intendiamoci, non comportamenti di massa. I consumatori disattenti sono ancora moltissimi, così come molte sono le aziende convinte che tenendo costante la qualità ed abbassando i costi ce la potranno fare. Forse a sopravvivere ancora per un po', non certo a crescere.  I fatti stanno dicendoci che quelli che perdono terreno sono i prodotti mediocri (non solo quelli cinesi) ed i servizi così così. Tengono e crescono servizi e prodotti che possono farsi conoscere per un passa-parola positivo, quelli confrontabili con chiarezza, quelli con la garanzia lunga ed il servizio post-vendita efficiente.

Proprio in questi giorni, nel settore automotive come nell'abbigliamento o nell'alimentare, leggiamo di "errori" fatti nella progettazione, nell'approvvigionamento, nella produzione di beni di largo consumo. Vediamo anche aziende che ammettono le proprie colpe pubblicamente anche prima di "essere scoperte" e cercano di porvi rimedio senza tentennamenti limitando il più possibile i danni per il consumatore. Qualche anno fa avrebbero avuto comportamenti così corretti? Difficile fare paragoni, ma quanti di noi si sono tenuti il sedile dell'auto che cigolava da nuovo, i freni gommosi o la maglietta che - di puro cotone - irritava lo stesso la pelle? Forse, non volgiamo essere troppo ottimisti, il tempo dei cigolii e delle irritazione è finito.

iPad o Slate, questo è il dilemma...

Hp ha fatto per prima l'annuncio del suo Slate, Apple ha dato per prima una data di rilascio per iPad.

Dei due tablet so ancora troppo poco per farmi un'idea di quale sarà il migliore. Sempre che siano dispositivi realmente confrontabili, cosa tutta da vedere.

Certo l'impazienza c'è, finalmente.  Non mi capitava da un bel po', positivo e negativo del fatto di lavorare da tanti anni nell'IT.

Entrando e Uscendo mi Manca l'Aria

Non fumo. Non ho mai fumato. Non attivamente almeno. Di fumo passivo ne ho subito per una vita, a casa come a scuola, all'universita e sul lavoro.

Non trovo che fumare sia un diritto, non in pubblico almeno e non dove a portata di fumo o di odore di fumo ci sia un non fumatore. Tanto al chiuso quanto all'aperto.

Trovo invece sia un diritto riuscire ad entrare ed uscire da un centro commerciale senza sentirsi mancare l'aria nell'attraversamenteo della zona di ingresso. E' quello che succede ormai da qualche tempo, in quasi tutti i nuovi centri commerciali, all'interno dei quali è ovviamente vietato fumare. Agli ingressi si concentrano ormai decine di persone per l'ultima sigaretta prima di entrare e la prima una volta usciti. In queste aree di accesso, quasi sempre chiuse su tre lati e dal tetto l'aria è letteralmente irrespirabile.

Faccio seriamente fatica a capire come chiunque, anche il fumatore più incallito, possa trovare piacevole rimanere alcuni minuti in quella specie di ghetto per tossici.

Anno Nuovo, primo proposito: mettere in ordine.

Primo giorno veramente lavorativo del 2010. Primo proposito dell'anno: non arrivare a fine 2010 accumulando la stessa quartità di carte, appunti, post-it e "cose importantissime che devo leggere lo farò più tardi" che poi impilo senza leggerle come nel 2009.

Da stamani sto mettendo in ordine carte, cavi, cavetti, cd, chiavette usb, device assortiti, memorie flash, nastri dv in ordinatissimi contenitori SAMLA, queli trasparenti dell'Ikea. Per adesso il risultato è vedere moltiplicato per 6 il volume necessario a contenere il tutto.

Non sono troppo ottimista sul risultato, almeno dal punto di vista visivo. Chi passa davanti alla mia stanza mi guarda tra il divertito ed il compassionevole. Vedremo come andarà a finire.

Shoot 4 Change

"S4C, Shoot For Change, is a platform of iniatives carried out by photographers (both pros and amateurs), designers, artists and other dreamers who think that we can actually change life little by little. It’s not intended to be solely a charitable organisation but an hub of experience and best practices. Being an open initiative we are alreay linked (and it could not be otherwise) with our USA friends of ShootForChange.com This website and blog will be at disposal of whoever wants to raise attention to social issues and how to tackle them with our creative talent… Enjoy it and…. CLICK"

Qualche giorno fa, dopo aver fatto la conoscienza di Antonio Amendola grazie agli amici di THE HUB ROMA ho deciso di aderire anche io a S4C.

Scatto per passione da più di quarant'anni, da quanto il mio nonno materno mi regalò una Kodak Instamatic 25 per il mio settimo compleanno, e scatto per lavoro da una ventina o qualcosa di più. Ho fotografato e fotografo un po' di tutto e con un po' di tutto, dalle usa e getta alle 6x9, passando per le Polaroid. Non avevo mai pensato di "cambiare il mondo con un click" prima di incontrare Antonio e certamente non sarò io a riuscirci, certissimamente non da solo, ma da qualche giorno mi considero arruolato per il tentativo.