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un blog di Alessandro Nasini

Entrando e Uscendo mi Manca l'Aria

Non fumo. Non ho mai fumato. Non attivamente almeno. Di fumo passivo ne ho subito per una vita, a casa come a scuola, all'universita e sul lavoro.

Non trovo che fumare sia un diritto, non in pubblico almeno e non dove a portata di fumo o di odore di fumo ci sia un non fumatore. Tanto al chiuso quanto all'aperto.

Trovo invece sia un diritto riuscire ad entrare ed uscire da un centro commerciale senza sentirsi mancare l'aria nell'attraversamenteo della zona di ingresso. E' quello che succede ormai da qualche tempo, in quasi tutti i nuovi centri commerciali, all'interno dei quali è ovviamente vietato fumare. Agli ingressi si concentrano ormai decine di persone per l'ultima sigaretta prima di entrare e la prima una volta usciti. In queste aree di accesso, quasi sempre chiuse su tre lati e dal tetto l'aria è letteralmente irrespirabile.

Faccio seriamente fatica a capire come chiunque, anche il fumatore più incallito, possa trovare piacevole rimanere alcuni minuti in quella specie di ghetto per tossici.

Anno Nuovo, primo proposito: mettere in ordine.

Primo giorno veramente lavorativo del 2010. Primo proposito dell'anno: non arrivare a fine 2010 accumulando la stessa quartità di carte, appunti, post-it e "cose importantissime che devo leggere lo farò più tardi" che poi impilo senza leggerle come nel 2009.

Da stamani sto mettendo in ordine carte, cavi, cavetti, cd, chiavette usb, device assortiti, memorie flash, nastri dv in ordinatissimi contenitori SAMLA, queli trasparenti dell'Ikea. Per adesso il risultato è vedere moltiplicato per 6 il volume necessario a contenere il tutto.

Non sono troppo ottimista sul risultato, almeno dal punto di vista visivo. Chi passa davanti alla mia stanza mi guarda tra il divertito ed il compassionevole. Vedremo come andarà a finire.

Shoot 4 Change

"S4C, Shoot For Change, is a platform of iniatives carried out by photographers (both pros and amateurs), designers, artists and other dreamers who think that we can actually change life little by little. It’s not intended to be solely a charitable organisation but an hub of experience and best practices. Being an open initiative we are alreay linked (and it could not be otherwise) with our USA friends of ShootForChange.com This website and blog will be at disposal of whoever wants to raise attention to social issues and how to tackle them with our creative talent… Enjoy it and…. CLICK"

Qualche giorno fa, dopo aver fatto la conoscienza di Antonio Amendola grazie agli amici di THE HUB ROMA ho deciso di aderire anche io a S4C.

Scatto per passione da più di quarant'anni, da quanto il mio nonno materno mi regalò una Kodak Instamatic 25 per il mio settimo compleanno, e scatto per lavoro da una ventina o qualcosa di più. Ho fotografato e fotografo un po' di tutto e con un po' di tutto, dalle usa e getta alle 6x9, passando per le Polaroid. Non avevo mai pensato di "cambiare il mondo con un click" prima di incontrare Antonio e certamente non sarò io a riuscirci, certissimamente non da solo, ma da qualche giorno mi considero arruolato per il tentativo.

LIberali o menefreghisti?

La libertà di espressione è un diritto sacrosanto, ma non condivido debba essere esteso meccanicamente al diritto di calunnia, quello di oltraggio, al diritto di bestemmia ed in generale alle espressioni che, sebbene in modo meno sanguinolento di un Duomo in pieno viso, possono ferire gravemente il destinatario. Si sta tragicamente affermando il concetto che aggredire verbalmente un “avversario”, indipendentemente dalla violenza e dal contesto in cui lo si fa, sia un comportamento lecito. E farlo on-line sia ancora più lecito, perché non scorre del sangue. La cosa non mi piace per nulla. Abbiamo ormai capito che il “mezzo” non si autoregola, non trova un suo limite e non si auto-migliora. E allora, che facciamo? Rimaniamo in attesa di cosa? La “via Maroni” no; siamo tutti d’accordo. Quale allora? Certo è che far finta che il problema sia un trascurabile effetto collaterale di un radioso successo dei nuovi mezzi di comunicazione non mi pare atteggiamento serio e, per dirla tutta, non è da liberali è da menefreghisti.

Olivetti Camillo - Alle radici di un sogno

Lunedì 16, sono stato a vedere "Olivetti Camillo - Alle radici di un sogno". Ero un po' scettico, ne avevo visto un pezzettino su YouTube raccogliendo del materiale su Adriano Olivetti per un articolo che stavo scrivendo qualche tempo fa, e temevo di annoiarmi. Mi sbagliavo. Quasi due ore tutte d'un fiato, una Laura Curino eccezionale, seguita da un posto in loggione dal quale la vedevo piccola piccola, ma grande grande la sua prova. Ho anche riso, più volte, mi sono un po' incazzato pensando a quanti si riempiono la bocca di bei ragionamenti e cercano ricette improbabili quando basterebbe guardare ad esempi già compiuti, mi sono quasi comosso un paio di volte. Una commozione senza malinconia, che mi prende sempre (strano vero?) ogni volta che assisto a manifestazioni così limpide di bravura ed intelligenza. Un dopoteatro davanti ad un buon bicchiere con Carlo Infante, Ivan Fadini e Dario Carrera, un curioso quartetto, con belle chiacchiere del più e del meno, non solo sul lavoro appena visto. Il piacere di conoscere Laura grazie a Carlo, il doppio piacere di trovarla persona simpatica e spiritosa.