lug 21 2010

Altra multa da 38 euro con lo scooter.

Dopo un'ora nel traffico di Roma con lo scooter, dopo un altro quarto d'ora che giravo senza successo intorno alla Galleria Alberto Sordi in cerca di un parcheggio, ho ceduto alla disperazione (ed alla temperatura interna del casco) ed ho parcheggiato occupando (anche) un pezzettino di una zona di carico e scarico. Tornato mezz'ora dopo ho trovato una multa di 38 euro. Il vigile stava continuando a multare motorini pochi metri più lontano: aveva già fatto almeno una trentina di multe e non sembrava intenzionato a smettere.

Ho preso la mia multa, sono andato dal vigile e con tutta la calma (residua) della quale sono stato capace gli ho fatto le mie rimostranze per una sanzione che, se anche formalmente giusta, era sproporzionata rispetto al crimine commesso. Gli ho anche fatto presente che ben tre micromacchine erano parcheggiate "al posto dei motorini", facendo fuori di fatto una decina di posti riservati alle due ruote.

Il vigile sembrava non aspettasse altro da mesi. Con una gentilezza ed un garbo inaspettati (dico sul serio) mi ha spiegato che le micromacchine sono ad oggi (ed a tutti gli effetti) dei ciclomotori e pertanto hanno tutto il diritto di parcheggiare negli spazi per le due ruote. Ha continuato spiegandomi che la inusuale "retata" era la conseguenza dell'esposto fatto da un commerciante della Galleria Alberto Sordi che aveva (alle 11 di mattina) trovato (povero amore...) difficoltà nel parcheggiare nell'area di carico-scarico. Detto questo il gentile vigile ha proseguito per una decina di minuti sfogandosi delle difficoltà del suo incarico, del fatto che per arrivare al lavoro deve prendere due rami di metro e due autobus, che Roma era fatta per (poche) carrozzelle, che mi capiva perfettamente ma non aveva potuto fare altro che multarmi (visto l'esposto presentato dal commerciante), che Roma era un inferno.

Se i collega del vigile con cui stavo parlando non lo avesse quasi trascinato via saremmo finiti a prendere l'aperitivo insieme, forse saremmo diventati amici: la sensazione di essere entrambi (da posizioni diverse) tragicametne nella stessa barca è stata forte. Un barca alla deriva probabilmente, e certamente destinata a frantumarsi sugli scogli se qualcuno non ne prenderà il comando essendone capace.

C'è nessun amministratore pubblico in ascolto che se ne intende di remi e timoni?

giu 24 2010

Maledetto brecciolino, maledetti cretini.

Ieri sera ho rischiato di ammazzarmi (vabbè, solo fare una brutta caduta) con la moto (vabbè, con il tre ruote).

Qualche genio del male (o semplicemente un cretino) ha pensato bene di rifare l'asfalto su Corso Trieste e lasciarci sopra, a lavoro ultimato, mezzo centimetro di brecciolino. E su quel brecciolino, dovendo frenare per evitare il solito automobilista distratto, ho rischiato di finire per terra. Se non era per le tre ruote del mio MP3 (brutto quanto volete, ma sicuro è sicuro) sarebbe finita con una caduta di quelle brutte.

Chi è costretto a girare a due ruote (o tre, poco importa) sa bene che peggio del brecciolino c'è sono una cosa: le rotaie bagnate. Ma a queste, evidentemente, non c'è rimedio.

Dopo più di trent'anni tra vespa, moto, scooter vari rimango sempre tra il meravigliato ed il furente ad ogni manifestazione di quanto poco si pensi a quanto la nostra città sia pericolosa per chi gira a due ruote. Solo quando qualcuno si ammazza davvero in cronaca c'è un minimo di fermento, poi più nullla, sino al prossimo caduto. 

apr 07 2010

Roma 2010-2020, nuovi modelli di trasformazione urbana

L'8 e il 9 aprile il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, organizza una conferenza cittadina che coinvolgerà le più alte personalità dell'urbanistica e dell'architettura internazionale. Il primo giorno sarà dedicato al riutilizzo delle aree dismesse della città storica e il secondo alle periferie.

Il tema mi interessa molto ed andrò a vedere che aria tira, con la manifesta speranza di ascoltare idee e proposte progettuali e non battibecchi tra archistar. Il rischio è altissimo, ma voglio essere ottimista.

Il programma dettagliato lo trovate qui: http://www.comune.roma.it/was/wps/portal/pcr?menuPage=/&targetPage=/Homepage/Area_Content/Primo_Piano/info-1861302397.jsp

mar 05 2010

Ignite, una iniezione che consiglio a tutti.

Bella serata ieri sera all'Antù dove si è svolto il primo #Igniteitalia del 2010 organizzato da Elastic di Nicola Mattina.

Formula secca, che lascia poco spazio agli errori: 5 minuti, 20 slide (non una di più, non una di meno) per parlare di un argomento a propria scelta. Non ce ne è per nessuno e non si fanno prigionieri: se le slide sono slide ben fatte, il tema interessa, l'oratore è sveglio, quei cinque minuti sono un successo. Se una sola delle componenti fallisce, c'è da sperare che gli ortaggi lanciati siano almeno a Km zero (vista la sede che ha ospitato l'incontro). Naturalmente scherzo... ma forse nemeno tanto.

Parlo in pubblico da vent'anni (dico venti così mi tolgo qualche anno...), parlavo di un tema - quello degli eBook - su cui lavoro da quindici, eppure qualche refuso sulle slide c'era, su alcune slide sono arrivato lungo e su un paio troppo corto. In attesa di scoprire in quale pozione è caduto da piccolo Davide Bennato (mi aspetto un giorno di vederlo condensare 40 slide i 3 minuti, compresa la pausa caffè...) penso mi allenerò meglio per il prossimo Ignite. Le sfide sono sempre stimolanti.

Consiglio vivamente a tutti di fare lo stesso. Chi non ha un argomento che lo appassiona e che vorrebbe condividere? Un progetto, un ricordo, un'idea, un appetito: non importa cosa, importa solo che sia una cosa vostra. E che entri in 20 slide e 5 minuti.

Ci vediamo al prossimo Ignite.
ott 10 2009

Roma: da citta eterna, eternamente immobile, a città in movimento.



Roma è una città particolare, nella quale le stagioni hanno senso sino ad un certo punto. Può essere inverno a giugno ed estate ad ottobre. Roma è una città spesso pigra, spesso svogliata, con il distacco e l’apatia di chi ne ha viste di ogni colore, e da tanto di quel tempo che gli altri sembrano sempre appena nati. Ogni tanto, come accade ai pachidermi, succede qualcosa per la quale anche a Roma le viene voglia di sgranchirsi, di fare un giro, di provare qualcosa di nuovo lasciandosi portare dalla curiosità. Non sembra esserci un motivo particolare, forse più l’occasione che non lo stimolo, perché siamo pur sempre romani.

In questi mesi sta succedendo questo,  qualcosa si sta muovendo. Un po’ a strappi, magari, ma Roma non è più immobile. Complici tanti fattori, alcuni dei quali certo non positivi come una crisi capitata tra capo e collo, c’è stato un piccolo scossone. Molti romani, per ora forse solo degli esploratori ma altri ne verranno, hanno cominciato a guardarsi intorno, a cercare contatti e connessioni, a ragionare su cosa, come e quando almeno virtualmente uscire dalla immobilità. E dalla crisi. Più giovani e non più giovanissimi stanno incominciando a pensare al futuro, in termini di iniziative culturali, sociali, imprenditoriali ed anche di un mix di queste.

Per adesso, il terreno sembra essere quello del digitale, dei social network, dei barcamp, che comunque attraggono da alcuni mesi un numero impensabile di interessati. Presto, e non guasterebbe un po’ di attenzione anche da parte delle istituzioni, ne nascerà qualcosa di solido e duraturo, meno virtuale e più reale. Perché è nella natura dei romani forse più che in altri: dopo un po’ che ci si frequenta online sentiamo il bisogno di incontrarci, fosse anche solo per un caffè ma meglio per una pizza. E possono nascere delle cose, stanno nascendo delle cose.

E a Roma di cose ne possono nascere tante, perché tantissimi sono gli stimoli se solo ci si guarda intorno con gli occhi aperti ed il cervello ben acceso.

[ Publicato su The Hub Roma Blog http://www.hubroma.net ]

ott 02 2009

Odio il treno, Trenitalia lo sa

Odio il treno, l'ho già raccontato, ma su alcune tratte persino io devo arrendermi al'evidenza: fare Roma Firenze in un'ora e mezza è impresa da compiere sule rotaie e non su gomma.

Proprio perché ogni volta che prendo un treno la cosa mi pesa, cerco di ridurre al minimo il pensiero pregando a studio che mi facciano il biglietto. Questa volta no, ho fatto tutto da solo ed ho sbagliato il primo acquisto online della mia vita, e vi assicuro che sono campione mondiale di acquisti online con carta di credito.

Me ne sono accorto in treno, andando a Firenze per Working Capital, quando il controllore (gentilissimo) mi ha fato notare che il mio biglietto era valido per la corsa del giorno prima, non quella che correva. Stessa ora, stessa tratta, stesso treno, data sbagliata. Tonto io.

Il controllore, dispiaciutissimo, mi fa presente che dovrò ripagare il biglietto: ok, gli errori si pagano. Il controllore mi fa presente che dovrò pagare la penale: ok, gli errori si pagano. Il controllore mi comunica che la penale è di 50 euro. Cinquantaeuro? Come penale su una tratta da 39,90? E' uno scherzo vero? No, non è uno scherzo.

Non posso ovviamente prendermela con il dispiaciutissimo controllore, ma la cosa mi rode, mi rode parecchio. Pago, non posso fare altrimenti, ed il controllore mi suggerisce comunque di tentare un reclamo. Per sbolire faccio due passi sino ala carrozza ristorante, dove mi concedo un cappuccino ed un trancio di crostata di albicocche. Cappuccino con latte a lunga conservazione scaldato a microonde (orribile) e trancio di torta confezionato sotto vuoto (non così orribile). Cosa devo? Cinque euro e settanta, risponde il gentilissimo barman. Però, cinqueeuroesettanta, prezzi popolari!

Odio il treno, e Trenitalia lo sa. 
lug 29 2009

InvadersCamp

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