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un blog di Alessandro Nasini

Il mio prodotto è peggiore del tuo, ma è più Social

Qualche giorno prima di Natale ho avuto un incontro con un cliente seriamente intenzionato a sviluppare una presenza della sua azienda su Facebook. Mi sono sentito in dovere di chiedergli se riteneva che i suoi fossero buoni prodotti, se pensasse di poter raccogliere dichiarazioni di apprezzamento da clienti soddisfatti e se si sentisse di "esporsi" al rischio di dover rispondere, di persona, ad un cliente insoddisfatto che gli si fosse rivolto in modo sgarbato. Non credo di poter riuscire a descrivere l'espressione del mio cliente mentre gli ponevo la domanda. Un misto di meraviglia, incredulità e stizza. Sembrava gli avessi offeso la mamma.

Ho cercato di spiegargli, temo però senza convincerlo, che se è possibile - tecnicamente - barare in pubblicità ed il rischio maggiore è quello di non avere dei ritorni, in un social network in rischio è invece quello di uno sputtanamento (mi si perdonerà il francesismo) che può avere effetti devastanti.
Sono trascorsi alcuni giorni ed il "...ci sentiamo dopo le feste..." con cui mi ha salutato al termine dela riunione non ha prodotto un nuovo contatto. Sono abbastanza certo che tenteranno un'attività "fai a te" e non mi cercheranno di nuovo.

Natale magro per un vero geek: nulla di nuovo sotto l'albero

Qualche giorno prima di Natale mi sono predisposto anche io alla scrittura della magica letterina. Dal momento che i miei due bimbi avevano redatto con largo anticipo un documento lungo e strutturato, non volevo essere da meno. Se non altro per calmierare un po' le loro esose richieste. Sono rimasto però per quasi una settimana con il foglio bianco.

Per quanto mi sia sforzato, non mi è riuscito di trovare nulla di hi-tech che mi desse quel prurito, quella emozione, quell'attesa che giustifica una generosa strisciata di carta di credito. Sono persino ricorso a PC-Magazine e Wired, nulla.

Continuando a dirmi che non arrendermi a mettere nella lettera pantofole e cravatte, sono andato da FNAC a Porta di Roma, uno dei luoghi dove a parità di tempo trascorso riesco di solito a spendere più soldi, più rapidamente e con maggiore soddisfazione. Nulla mi ha attratto particolarmente, nessun notebook migliore di quelli uso sempre o con qualcosa di innovativo, nessuna periferica che facesse cose straordinarie, insomma un fiasco.

Ne sono uscito sconsolato, con in mano "La mia cucina naturale" di Jamie Oliver. Non esattamente una regalo da geek.

Presbiopia, ovvero perché devo cecarmi per leggere il mio palmare?

Ho quarantasei anni e da meno di uno ho scoperto cosa è la presbiopia. Nulla di tremendo, bastano degli occhiali da +1, però fastidioso abbastanza da far fatica a leggere a colpo d'occhio il mio iPAQ 914c.

Sono certo in buona compagnia di moltissimi coetanei, ma non per questo la cosa mi fa piacere. Proprio per nulla.

Non volendomi arrendere alle lenti bifocali, che fanno tanto mastro geppetto, mi sono messo ala ricerca di un palmare che avesse lo schermo grande abbastanza da permettermi di ignorare ancora per un po' il problema degli occhiali da lettura. Ero persino quasi disposto ad abbandonare gli iPAQ (almeno temporaneamente), scelta di campo fatta ormai parecchi anni or sono.

Delle dimensioni dell'oggetto mi importa poco, se anzi potesse avere misure generose preferirei, della marca (posto che non può essere HP, sigh...) posso curarmi meno.

Ho passato in rassegna praticamente tutti i modelli in commercio e quelli annunciati, ma la risposta è no, non esiste un palmare che sia anche telefono con un display da presbiti. Ho detto leggermente presbiti, non talpe senza speranza: nulla. Se anche crescono le dimensioni dello schermo (come il caso dell'ultimissimo HTC Touch HD che per un momento mi ha fatto sperare) aumenta anche la risoluzione, con il risultato che i caratteri sono talmente piccoli da essere quasi illeggibili.

In realtà, nella mia attuale collezione di iPAQ lo schermo adatto ci sarebbe: l'iPAQ 214 ha un magnifico schermo 640x480 da ben 4", luminosissimo. Un vero spettacolo di potenza e leggibilità, peccato però che non sia anche telefono.

Perciò il primo geek che mi trova l'oggetto che cerco, sappia che avrà la cena pagata. Scelga lui dove.