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un blog di Alessandro Nasini

Anno Nuovo, primo proposito: mettere in ordine.

Primo giorno veramente lavorativo del 2010. Primo proposito dell'anno: non arrivare a fine 2010 accumulando la stessa quartità di carte, appunti, post-it e "cose importantissime che devo leggere lo farò più tardi" che poi impilo senza leggerle come nel 2009.

Da stamani sto mettendo in ordine carte, cavi, cavetti, cd, chiavette usb, device assortiti, memorie flash, nastri dv in ordinatissimi contenitori SAMLA, queli trasparenti dell'Ikea. Per adesso il risultato è vedere moltiplicato per 6 il volume necessario a contenere il tutto.

Non sono troppo ottimista sul risultato, almeno dal punto di vista visivo. Chi passa davanti alla mia stanza mi guarda tra il divertito ed il compassionevole. Vedremo come andarà a finire.

Passaparola

Nel bel mezzo della festa dei sette anni di mio figlio, tra un rovesciamento di Coca-Cola ed un pezzo di pizza spiaccicato sul pavimento, mi sono trovato a chiacchierare di Facebook con uno dei genitori venuti a recuperare il pargolo. Con la poca voce rimasta (buona parte della quale spesa per convincere il figlio del genitore a non sradicarmi i lampioni del giardino...) abbiamo dicusso di cosa sia oggi il passaparola, ai tempi dei Social Network.

Gli ho proposto un giochino (ma come in molti dei miei giochini, facevo sul serio..), ovvero provare ad elencarmi dieci prodotti o servizi provati di persona, dei quali fosse talmente soddisfatto da caldeggiarli incondizionatamente. Tanto convinto da consigliarli al suo migliore amico o peggio ancora a giocarcisi la sua credibilità professionale. Un'auto? Un telefonino? Un ristorante? Un capo di abbigliamento? Quello che voleva, ma dieci consigli.

Beh, abbiamo fatto il giochino insieme ed non siamo riusciti ad andare oltre i sette prodotti (il genitore) ed i sei prodotti (io). Allargando il ragionamento (con un certo salto, lo riconosco...) ad altre mie note, mi chiedo: come la mettiamo con la "generazione del valore" di cui molti parlano riferendosi alla presenza (leggasi opportunità)  delle Aziende sui Social Network? Se il valore non c'è? Se il valore non è sufficiente a reggere le gioie ed i dolori del passaparola, cosa succede? Quanto un'azienda deve guardarsi dentro (ed al proprio portafoglio prodotti) prima di pensare di esporsi sui SN? Un sacco di domande, alle quali provare a rispondere. Per gioco, ma mica tanto.

Fatto trenta, perchè non trentuno?

Non amo molto volare. Non mi piace il fatto che dalla porta di casa al posto in aereo ci debbano essere tutte quelle complicazioni, i controlli, le attese, le scarpinate nei terminal. Se non amo volare odio invece profondamente il treno, forse retaggio di alcuni interminabili viaggi in treno da bambino. La scorsa settimana però, dovendo andare prima a Bologna e poi a Milano mi sono fatto convincere (non senza lottare strenuamente) a prendere un treno al posto dell'auto o dell'aereo. "Ora c'è il Freccia Rossa" mi hanno detto tutti in coro a studio. E Freccia Rossa è stato. Prenotazione online, sms di conferma arrivato come promesso, biglietto elettronico stampato da PDF perchè non si sa mai. Bagaglio per una sola notte, un solo cambio di biancheria e camicia. Il fidato portatile HP (se portatile si può chiamare una Mobile Workstation da 3 kili e mezzo + alimentatore...) ed il Mini-Note HP 2133 alla prima vera trasferta. Si può vivere 48 ore con gli stessi boxer, non 12 senza internet. Il Freccia Rossa si presenta bene: rosso, filante, possente, sembra in effetti più un aereo senza ali che un treno. Il posto di seconda è stretto e lo schienale a 90° come sul vecchio pendolino ma tant'è. C'è però il tavolino alla giusta altezza ed una presa di corrente per ogni posto a sedere. Certo una presa Schuko non c'è, meno male che ho cambiato il cavo del "portatile" prima di partire, sennò con la presa standare ci facevo il brodo. Comunque, veniamo al viaggio. Il treno è partito puntalissimo, arrivato altrettanto puntuale ed a parte qualche breve tratto un po' dondolante il viaggio è stato confortevole. Salvo che per una cosa, anzi due: il segnale del cellulare è andato e venuto per tutto il viaggio a prescindere dai passaggi in galleria e non sono riuscito a mantenere una connessione internet via Vodafone decente se non per brevi tratti. Un vero peccato, non tanto per le telefonate e non tanto per le mie quanto per i continui improperi dei miei compagni di scompartimento ad ogni "caduta" della linea, quanto per la connessione. HSDPA a tratti, UMTS ogni tanto, GPRS poco, vuoti di segnale troppi = navigazione a singhiozzo ed extranet pressochè inaccessibile. Nella mia carrozza c'erano almeno altre 25 persone nelle stesse condizioni con chiavette, telefonini o schede di vari carrier. Fatto trenta, perchè non trentuno? Sarebbe tecnicamente possibile garantire wi-fi a bordo con velocità accettabile, magari anche in galleria? La risposta è si e non mi risulta con costi inaccettabili anche senza far pagare un sovrapprezzo (al quale sarei anche disposto) ai passeggeri. E allora, a quando il trentuno?

Chi vuole 1 Euro in regalo?

Ho deciso di dar via ad una mia personale e probabilmente inutile battaglia contro il gratis ed ho stabilito anche un sontuoso budget per il primo mese di lotta: 10 Euro.

Il piano è semplice: donerò 1 (uno) Euro ciascuno ai primi dieci (10) siti che vorranno autosegnalarsi quali meritevoli di attenzione per la qualità dei loro contenuti. Inviterò i miei contatti a fare altrettanto. Continuerò a  farlo per i prossimi sei mesi, intanto per cominciare.

Perché lo faccio? Per una ragione molto semplice: non mi piace in concetto di gratis. Perché è gratis prendiamo due copie della free-press di quartiere, tre matitine all'IKEA, sette tovagliolini per involgere il tramezzino al bar e 25 segmenti di carta igienica nel bagno dell'ufficio. Con la stessa leggerezza, scarichiamo duecento video dai vari *tube, mille brani più o meno legalmente, per non parlare del software: meglio non farsi mancare nulla e fare le formiche. Tanto è gratis.

Non necessariamente le cose costose hanno anche un valore - potrei intratterervi con un lunghissimo elenco di esempi - ma certo il sapere che tutto ha un valore (anche se minimo) porta a considerare molte cose in modo diverso. E a non accumulare "cose" che poi non avremo nemmeno il tempo di utilizzare.

Sul web, dove trascorro buona parte del mio tempo, ci sono un sacco di siti interessanti, alcuni molto interessanti, assolutamente gratuiti ma che con un minimo contributo periodico (o una-tantum) da parte di una ragionevole percentuale dei frequentatori potrebbero fare un salto di qualità. Intanto comincio io. Con 10 Euro.

Chi ci sta, metta il dito quì sotto!